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sull'abuso e la violenza delle donne

nella ricorrenza del 25 novembre

Mi è stato chiesto di dire qualcosa a riguardo.

Lo faccio con il rischio che questo mio dire possa  risultare scomodo e trovare il disappunto di qualcuna/o,  ma anche possa fare breccia nella  coscienza di qualcun’altra/o.

Parlo per esperienza diretta, perché ho vissuto l’abuso e la violenza . La percezione di me, della vita e degli uomini  ne è stata molto influenzata e lungo è stato il cammino, per trasformare quelle ferite in risorse e doni che oggi posso anche elargire.

Perciò ne ho comprensione,  come ho comprensione chiara che l’odio, il disprezzo, la vergogna, il rancore, il dolore, la rabbia, la vittima e il carnefice, la paura, il non meritare, la condanna sono  emozioni  legittime che vanno sentite, accolte, espresse, elaborate. . .  So anche che l’attaccamento a queste emozioni e alle convinzioni che ne derivano, sono veleni che non permettono vie di uscita e alimentano a loro volta la violenza e l’abuso.

Non mi ritrovo in quelle voci che si alzano per continuare a considerare  le donne sempre vittime di maschi folli e carnefici.

Questo non mi libera, né dal trauma dell’abuso, né dalla paura e non mi libera nemmeno  dalla convinzione, che abuso e violenza  sono il rischio e il pericolo in cui può incorrere ogni donna.

Anche gli uomini pagano da tempo il prezzo  di essere dei possibili violentatori, percepiti e temuti come tali. Pagano il prezzo di essere sconnessi da chi sono veramente e  dal loro reale compito.

Pagano il prezzo dell’incapacità di accogliere e “vedere “ veramente la donna e di sentirsi  a loro volta pienamente accolti. . .  Pagano il prezzo di non essere in grado di instaurare relazioni d’amore e di non sentirsi veramente fieri e forti di loro stessi.

Uomini e donne paghiamo tutti e tutte l’alto prezzo di essere troppo spesso in guerra tra di noi e di vivere sul chi va là. . .  Questo mina profondamente quel desiderio struggente di tornare alla sacra unione,  alla reciproca devozione e alla sana  e naturale alleanza.

Tutti e tutte siamo responsabili  di agire, in forme diverse, violenza e abuso e di credere che ormai facciano parte della vita e della condizione umana. . .  Ma non è così.

Ci sono civiltà in cui la parola abuso non esiste e sono quelle civiltà che si fondano sul modello “mutuale” del matriarcato.   In questi popoli la violenza sulle donne non esiste e nemmeno la violenza tra uomini e tanto meno la violenza sui bambini.

Quindi il vero problema sta alla radice di un sistema culturale, talmente sbilanciato nei principi su cui si fonda, da indurre squilibrio, distorsione e tanta violenza.

E’ vero, non c’è donna che non  porti impresse nelle sue cellule le memorie e le conseguenze dell’abuso e della violenza , dell’umiliazione e dell’oltraggio, vissute personalmente e tramandate dalle nostre antenate, così come è vero che non c’è  uomo che non porti nelle sue cellule le memorie e le conseguenze del dominio, della prevaricazione, della violenza, del sopruso, vissuti personalmente e tramandate dai suoi antenati.

Ma è pur vero che  tutti portiamo dentro anche le antiche memorie di un passato lontano, durato molte migliaia di anni, in cui abbiamo vissuto su questa straordinaria Terra in pace e in armonia, del quale non se ne vuol parlare e non appare sui libri di storia.

Allora,

perchè non bilanciare creando giornate in cui ricordare, evocare, rimembrare questo?. . .  Giornate in cui incentivare il desiderio. la volontà e la fiducia di poter ricreare il paradiso qui.?. . . .  Giornate in cui sostenere quei  cammini alchemici di guarigione, che ci riportano in connessione con l’essere divino che siamo e ad onorarci reciprocamente?. . .

Quindi oggi, dopo aver attraversato i miei abissi, pur non approvando e non condonando gli atti di abuso e violenza sulle donne e su tutti gli esseri viventi, apro le braccia a tutto questo e scelgo di spargere amore, compassione, e perdono a tanta violenza, a tanto dolore, a tanta separazione. . . Mi ancoro a quella parte di me che sa. . .

Permetto  il fluire del mio amore per addolcire e trasformare.

Continuo a far tesoro della mia esperienza, per sanare le ferite e trasmutare le convinzioni che ne sono scaturite e mi  metto a disposizione di coloro che sentono il bisogno di farlo.

Lascio andare la vittima e il carnefice e pongo i semi della  possibilità di un nuovo tempo, in cui uomini e donne possano tornare ad onorarsi e rispettarsi, coscienti della preziosità dei loro compiti e della ricchezza del fluire insieme nell’amore e nell’unione.

Scelgo e mi impegno a sanare le mie ferite, a sciogliere i conflitti, a salutare il passato e a far brillare la Donna sacra che vive in me e accompagno altre Donne a farlo. . . 

E’ l’intento che mi guida sia nella mia vita personale, che nel progetto di Donne del Mondo Nuovo. . .

IL MIO SUGGERIMENTO:

Se senti di essere solidale con me, potresti essere disposta questa sera e nei giorni a venire, magari insieme al tuo compagno e ai tuoi figli, di accendere una candela  per mettere luce in tanta ombra.

Ti invito, se ti è possibile, a fare spazio dentro al  giudizio e alla condanna che potresti sentire e che sono legittimi. . .   Incomincia a respiraci dentro, espandendoti nel respiro, ammorbidendoti mentre accedi a quella parte di te che sa, che è divina e connessa al tutto.

Nella consapevolezza di tanta sofferenza, prenditi un tempo  in cui aprire il tuo cuore, ancora e ancora e, da lì, lasciar affiorare le  tue preghiere di amore e compassione, così da addolcire, ammorbidire, trasformare  e porre i tuoi semi per un nuovo tempo. . .

e poi chiediti:” Che cosa voglio fare a riguardo per me e per questo mondo rispetto a questo che abbiamo creato? . . dove voglio collocarmi ? Che cosa voglio fare a riguardo? . . e ascolta la tua verità. . . 

Se invece non ti è possibile, perchè le emozioni incalzano dentro di te, va bene ugualmente. . .  Potresti allora ascoltare cosa vengono a dirti e di quali bisogni ti parlano. . . quale cammino ti chiedono di percorrere. . .

Per accompagnarti ti suggerisco questa canzone : THE SERVANT OF PEACE di Snatan Kaur.

Che ogni donna e ogni uomo possa tornare a viversi in verità e libertà, rispetto e onore, pace e unione, dando espressione alla Dea e al Dio che abita in ciascuno di noi.

MARIAPIA

 Trainer formatrice .- Sacerdotessa della Dea e della Sessualità Sacra

SULL’ABUSO E LA VIOLENZA DELLE DONNE – vittime o artefici di guarigione?